Nuovo CDU. L’On. Gemelli :”C’è ancora spazio per continuare il nostro progetto!”

Ritengo opportuno, in questa fase, sottoporre a tutti voi alcune riflessioni per utili approfondimenti, arricchimenti e rivisitazioni da parte di tutti. Le elezioni del 4 marzo hanno segnato una sconfitta di un progetto politico. Era il nostro con cui eravamo partiti nel 2013-14 quando avevamo dato vita al nuovo CDU. Purtroppo chi si é “imposto” a gestire la coalizione “Noi per l’Italia-UDC-,escludendoci di fatto nella gestione, ha evidenziato limiti, assenza di elaborazione di proposte da offrire all’elettorato. Da parte mia c’é stato un eccesso di affidamento di fiducia. Me ne assumo pienamente la responsabilità. La nostra idea, portata avanti in tutti questi anni era  dar voce alla vasta realtà dei ceti medi, riferimenti fondamentali dei processi di sviluppo, di difesa e di rafforzamento della base democratica attraverso una alleanza tra forze di ispirazione cristiana, laiche riformiste, socialiste democratiche. Un disegno che tentava ( il tentativo deve continuare) di recuperare la politica è coinvolgere cittadini sfiduciati che si rifugiano nell’astensione o scelgano formazioni estreme. Bisogna riscoprire e salvaguardare il nucleo di valori che hanno dato impulso alla crescita del nostro Paese, superando ripulse e fughe dalle responsabilità. Questo stato di cose nasce dalla sospensione della politica in un arco temporale che parte del 1993-94. In quegli anni fu data una risposta sbagliata alle vicende di Tangentopoli, sciogliendo di fatto i partiti, oscurando una storia, anche quella meritevole, dando vita a un sistema di leader con capi e capetti. Bisognava estirpare la corruzione e non rimuovere ideali e storie esaltanti. La corruzione oggi è più diffusa e radicata, lambisce le Istituzioni. Non ci sono controlli ed sono venuti meno la legalità e il rispetto delle regole. Le individualità hanno prevalso. La sfida tra socialità ed egoismi, da sempre aspetto non irrilevante  di confronto -scontro nella storia dei popoli, veniva vinta dai secondi. Le crepe di oggi ne sono la conseguenza. Il populismo, il sovranismo  sono il sintomo di suggestioni autoritari. Colpire la rappresentanza e svuotare le istituzioni é un attentano alla democrazia e alle garanzie  costituzionali: golpe mascherato e il superamento dello Stato di diritto. La  maggioranza, totalizzante in assenza di opposizione, genera la casta o la elite,  che agisce senza controllo. La forza degli “slogan” ha il sopravvento in una situazione sempre stagnante. Si delinea una vera e propria tirannia di una maggioranza che opera freneticamente (sa che il tempo a sua disposizione non é infinito,anzi..) facendo leva sulle corporazioni. E le corporazioni (non quelle medievali, che avevano una nobiltà di intenti e in quel tempo costituivano un aspetto primordiale di democrazia che si confrontava con il principe; né quelle fasciste che erano le organizzazioni di categorie produttive; quelle attuali sono costituite da grumi di interessi particolari, aggressivi e violenti, per sopravvivere con la forza in assenza di legittimazione giuridica), nella debolezza della rappresentanza e della politica, storicamente momenti di mediazione e di ricerca di sintesi fra interessi contrapposti, prevalgono. Alcuni Movimenti politici praticano di fatto, nei loro regolamenti, il vincolo di mandato e le gestioni interne sono illiberali, in aperto contrasto con la Costituzione. Il risultato del referendum del 4 dicembre del 2016 é stato ribaltato anche da coloro che si erano attestati sul No alla riforma costituzionale di Renzi. Anzi vi sono tratti peggiorativi. Le misure economiche promesse sono il prodotto di “arrangiamenti”propagandisti e avventurosi. Senza coperture economiche il sistema salta. Si deprime il lavoro, si indebolisce la capacità produttiva e si rafforzano le caste vere e, come dicevamo, le corporazioni portatori di interessi parziali. I sussidi ove realizzati hanno,ritorni devastanti. Senza adeguate politiche fiscali e senza riforme non c’è prospettiva. Ma le riforme vere andrebbero ad intaccare interessi consolidati di forte consorterie, alleati di questa maggioranza. Il fenomeno della immigrazione é  un problema che bisogna risolverà. È la spia di una Europa in difficoltà. Certo l’Italia è stata lasciata sola soprattutto da quei Paesi con i quali il nostro governo oggi si sente vicino, in nome della fine dell’Europa e dell’uscita dall’euro.  Sarebbe uno sviluppo devastante. (Probabilmente i governi precedenti hanno barattato la flessibilità finanziaria ottenuta con l’impegno ad affrontare da soli il problema dei migranti). I principi ispiratori che hanno dato vita alla Comunità Europea prima e all’Unione Europea dopo bisogna farli rivivere in un ritrovato clima di solidarietà. Il tema immigrazione e tutti gli altri non possono prescindere dalla cultura umanistica. La difesa della vita, il rispetto della dignità sono linee di demarcazione tra barbarie e civiltà. Avverto un clima pesante. Sembra prevalere il cinismo, un disprezzo verso i più deboli, un rifiuto di trovare soluzioni equilibrate. Gli odi non portano da nessuna parte. I fenomeni epocali come quelli delle trasmigrazioni, che sono sempre esistiti, vanno affrontati con umanità e responsabilità. Gli atteggiamenti liquidatori lasciamoli ad altre culture. Su questi temi si misura la capacità di essere popolo, comunità, nazione che guida i processi senza annullare le conquiste civili raggiunti nel corso degli anni. Una considerazione riguarda noi (il nuovo CDU (ed,altri amici). C’è ancora spazio per continuare il nostro impegno malgrado i risultati non raggiunti? Io ritengo di sì. Mi rifiuto di pensare che sentimenti, flussi di pensieri alti si siano prosciugati. Mi rifiuto di pensare che opportunismo, insensibilità prevalgono. Mi rifiuto di pensare che sussulti per la giustizia e la libertà siano spenti. Mi rifiuto di pensare che amor proprio e dignità non esistano più. Mi rifiuto di pensare che non ci sia più nessuno che si opponga alla “democrazia tecnologica della rete” che confisca anima e menti. C’é bisogno di una grande mobilitazione per difendere il futuro. Bisogna sollecitare consensi di movimenti liberali e moderati. Oggi non c’è nessuna opposizione regna stordimento e confusione. All’indomani del referendum del dicembre 2016  dicemmo che dovevamo stare vigili per difendere la volontà dei cittadini. Qualcosa non è andata nel verso giusto. È sempre  tempo per recuperare utilizzando energie. E per raggiungere questo obiettivo si deve essere disponibili  a fare sacrifici e passi indietro per immettere energie fresche nel circuito dell’impegno sociale. Un’ultima questione riguarda il partito dei cattolici: la nostra esperienza. C’é una realtà che usa lo scudo crociato senza convincimenti e passione. Bisogna fare un ultimo sforzo per unificare tutti intorno questo simbolo, superando orizzonti angusti e strumentalizzazioni mortificanti. Se questo non dovesse avvenire e’ necessario interrompere un uso improprio. Salviamo la storia della DC  e consegniamo questo simbolo all’Istituto Sturzo. In altro modo recupereremo il nostro impegno. Si vedrà la vera intenzione senza coltivare  impossibili rendite. Proporrò al presidente Iervolino la convocazione del Consiglio Nazionale. Sarà l’occasione  per confrontarci e per capire se esistono le ragioni per continuare. Nel consiglio nazionale discuteremo della proposta di riforma dello statuto del Partito presentata dall’On. Gemelli nell’ultima riunione di Segreteria politica allargata ai responsabili regionali che allego. Auguro a tutti voi e alle vostre famiglie,un sereno riposo estivo.

 

 

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