On. Gemelli: “La radicalizzazione di Salvini, se condivisa da tutta la Lega, impedisce la ricostituzione del centro-destra”

“La mia ultima nota del 20 maggio aveva invocato l’iniziativa del Presidente Mattarella per evitare che, con il programma del contratto Lega – M5S, il Paese andasse verso il crash finale.

Mattarella ha assunto l’iniziativa e per questo il Paese tutto deve ringraziarlo, lasciando i luddisti dell’ultima ora a ripensare all’assurdità delle loro pretese, che, se accolte, avrebbero compromesso irrimediabilmente l’alta funzione di tutela del Presidente della Repubblica nei confronti del futuro dei cittadini.

Lega e M5S, antagonisti e complementari, sovranisti e populisti (non vogliono essere termini denigratori, ma semplicemente sostantivi qualificativi della natura dei due partiti) possono continuare a mantenere l’accordo fino ad arrivare alleati alla compagna elettorale, contro tutti gli altri schieramenti, come possono riprendere la propria autonomia di iniziativa e provare a navigare fissando nuove rotte.

Non credo che la Lega possa tornare al passato nella costruzione del centro-destra, invocato da Berlusconi, nella prospettiva di vincere con una nuova legge elettorale implementata del premio di maggioranza.

La rigidità delle ultime posizioni politiche sull’approccio economico e monetario; sulla ammissione dell’esistenza di un “Piano B” per uscire dall’Euro, con la dichiarazione in un venerdì dato, a mercati chiusi, del ripristino nel lunedì successivo dell’uso della Lira, con cambio Lira-Euro alla pari, con la svalutazione del debito del 25 %; sul riposizionamento del nostro Paese nello scacchiere internazionale, non tanto per le posizioni filo-Putin, quanto per le conseguenze rispetto alla nostra partership alla Nato; sul raccordo strategico con tutti i Partiti euroscettici, per indebolire dall’interno le Istituzioni Europee come entità sovranazionale, faticosamente costruita dal 1952 (Dichiarazione Schuman) e dal 1957 (Trattato di Roma) ad oggi; questi punti tra i più significativi rendono impraticabile, oltre ogni buona volontà, la ricostituzione di un Centro.destra, a maggior ragione se la Lega dovesse risultare il Partito guida della coalizione.

La radicalizzazione di Salvini  contro le Istituzioni europee, se fosse condivisa da tutta la Lega, sarebbe l’ostacolo maggiore per intraprendere un percorso di alleanze con il centro popolare; se invece le posizioni di Salvini si rivelassero minoritarie allora la Lega dovrebbe evidenziare la differenza e fare una scelta.

Il PPE con Forza Italia, L’UDC, il CDU e le altre formazioni del Centro non potrebbero condividere tali posizioni e un programma comune sarebbe impossibile da costruire.

Inoltre le ultime posizioni di Fratelli d’Italia, assunte dall’On Meloni, aspirante partner rifiutata della coalizione giamaica, denunciano la scarsa propensione ad accettare le regole costituzionali, che hanno guidato questo Paese alla democrazia, superando brillantemente non solo la fase post-bellica fino al boom economico, ma anche costruendo una dialettica civile tra posizioni ideologiche opposte, nel rispetto delle regole democratiche e dei ruoli di maggioranza e opposizione e delle articolazioni istituzionali e territoriali.

Ricostruire un progetto Paese dalle posizioni del centro, popolare e progressista, solidale e attendo ai processi economici e finanziari di evoluzione, per difendere il capitale che crea occupazione, per tutelare i risparmi degli italiani ( Il 77,4 % degli Italiani possiede una abitazione; 82,9 % al sud, 75,3 % al nord, 73,9 % al centro), per portare avanti il processo di integrazione europea, superando il metodo intergovernativo e applicando in ogni ambito il metodo comunitario, per creare interazione nelle dimensioni nord-sud, est-ovest, continentale e mediterranea, dovrebbero essere i punti più importanti di una iniziativa italiana dei Partiti aderenti al PPE per rilanciare il ruolo italiano nel contesto europeo e internazionale.

I Partiti del centro hanno la responsabilità di tutelare i cittadini rispetto ad avventuristiche soluzioni, i cui limiti sono stati sperimentati negli ultimi giorni per la stravaganza delle proposte avanzate.

I mercati mondiali non sono i mostri che vogliono sbranare il nostro Paese; essi vivono su rapporti in equilibrio, con pesi e contrappesi per evitare che ci siano sbilanciamenti e quindi rottura dell’equilibrio.

La relazionalità è diventata la scelta di metodo che si è fatta dopo il superamento degli accordi internazionali sulle monete, sul commercio, sulla finanza, sulla affidabilità per i debiti sovrani e quindi ogni rottura della relazionalità crea una reazione di difesa nella comunità internazionale che avverte una minaccia.

Per tali motivi i Partiti popolari dovrebbero assumere iniziative per definire insieme una strategia in grado di affrontare il difficile momento politico”.

On. Vitaliano Gemelli

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