On. Gemmelli: “L’autorità del Presidente Mattarella corregga il programma del “governo giamaica”

Rana Dasgupta, studioso inglese di origine indiana, pubblica sul “The Gardian”, riproposto da “Internazionale”, un lungo articolo su declino degli “Stati Nazione”. Condivido l’analisi fatta, che conferma quanto da me sostenuto da almeno quattro anni, anche con la pubblicazione del saggio “La finanza per la Società” 3^ Edizione,  affrontando il problema sul piano del rapporto tra gli Stati e la globalizzazione, piuttosto che sull’affievolimento della sovranità su ogni aspetto della vita dei cittadini e del loro governo. Non condivido in parte le proposte di soluzione, perché tende a prendere atto degli aspetti disgregativi degli Stati piuttosto che riscoprire una nuova motivazione coesiva, che rafforzi la capacità di acquisizione di una “sovranità sovranazionale condivisa”, assolutamente necessaria per definire le regole dei rapporti globalizzati in ogni ambito.
Non so se Salvini e Di Maio abbiano mai sentito parlare di questo signore, né penso che conoscano le sue idee, né penso che seguano il dibattito internazionale sull’argomento; ritengo che nemmeno i loro dante causa si siano presi la briga di approfondire le problematiche inerenti o, se lo avessero fatto, bisognerebbe tacciarli di malafede nell’intento di seguire interessi privati e per questo perseguirli giudizialmente. Il disegno al quale si ispirano Salvini e Di Maio, se dovesse andare in porto, sarebbe un tentativo di bloccare il processo evolutivo istituzionale internazionale, e non solo europeo, che si sta faticosamente facendo, di costruire delle regole internazionali a tutela dei cittadini di ogni Stato, esposti alla violenza finanziaria del turbo capitalismo, che si è  espressa da ultimo nell’ultima crisi economica e nella creazione di continui movimenti di crisi in aree deboli del globo, come momento di vulnus dell’autorità degli Stati tutti,
compresi USA, Russia, Cina, UE ecc. Di Maio e Salvini, novelli luddisti del ventunesimo secolo, insieme ai loro omologhi
francesi, tedeschi, olandesi, austriaci ungheresi, polacchi, statunitensi, (in molti Paesi minoritari) tentano di bloccare il processo di evoluzione del sistema istituzionale Europeo e mondiale. Essi, detentori del momentaneo consenso emotivo che si può convogliare in un particolare momento su forze politiche populiste e sovraniste, pensano di fermare l’inarrestabile progresso che la nuova società impone; tali forze, bravissime a suscitare con i loro proclami le emozioni collettive, sono assolutamente incapaci di proporre  soluzioni di lungo respiro, che abbiano la strategia idonea a tutelare non solo i diritti
formali dei cittadini, ma il loro status esistenziale, con rapporti e relazioni civili, sociali ed economiche, per consentire l’evoluzione e il ripristino dell’”ascensore sociale”, vera spinta evolutiva della società. Fare la voce grossa con la BCE, con l’UE, con i mercati finanziari e commerciali, contravvenire ad impegni già assunti anni addietro, affermare un radicalismo
nominalmente ecologista, tutto ciò potrebbe suscitare agli ingenui l’idea biblica di novelli David contro Golia; ma nella strategia divina il pastorello David doveva sconfiggere l’umanità prepotente di Golia, mentre i nostri novelli David hanno come deus protettore l’intellighentia capitalistico-finanziaria mondiale, che tende ad abbattere le grandi istituzioni mondiali per poter governare con quelle piccole e deboli, meglio condizionabili. La mediocrità degli esecutori, che si coniuga con la furbizia, la spregiudicatezza e l’irresponsabilità degli ispiratori, costituiscono una miscela negativa che deve essere fermata con grande determinazione e autorità, perché la democrazia, che si fonda sul consenso popolare, si attua con programmi compatibili alle capacità di governo delle risorse pubbliche, al rispetto dei trattati internazionali, al contesto politico e civile
dell’area geo-politica di appartenenza. Se il consenso ricevuto si usa per sovvertire le regole di convivenza civile di un Paese,
alimentando l’odio sociale, attraverso la demagogia e il razzismo e causando danni irreversibili al tessuto economico del Paese e a tutti i cittadini, compresi gli ignari elettori che si sono espressi inconsapevolmente per le forze politiche dei nostri due Ned Ludd, allora la suprema Autorità dello Stato dovrà intervenire indicando i punti di programma che potranno evitare il crash finale del nostro Paese, anche se si realizzerà un “governo giamaica”.

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