Riflessioni sul 1° Maggio del Segretario Nazionale del CDU, Mario Tassone

“Il primo maggio è una giornata di riflessione sulle conquiste civili e sui traguardi non raggiunti. Molte sono le dispersioni, enormi le sacche di povertà, indicibili i disagi morali e materiali. La disoccupazione è diventata patologia soprattutto nel Sud. Lo sviluppo avviato nel dopo-guerra è stato strozzato dall’inaridirsi di politiche lungimiranti. Si sta cercando di fronteggiare la crisi occupazionale con un nuovo precariato, preoccupante e insolente, e si è “istituzionalizzato” il lavoro servile degli immigrati. Sfruttamenti e ingiustizie: devianze vissute fra disattenzioni e tolleranze. I “reggitori attuali dei destini patri” propongono forme di assistenzialismo generalizzato che uccide il lavoro inteso come crescita umana. I sindacati hanno perso smalto e ruolo. Troppo burocratizzazione nel loro interno, troppi interessi e privilegi hanno allontanato le organizzazioni sindacali dal cuore della gente. I grandi partiti che non ci sono più e l’associazionismo sociale in crisi, narrano una situazione difficile. Bisogna far rivivere passioni sopite, dove fermenti e idealità restituiscano vitalità ad una Nazione che sembra non possedere più cuore!”

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