Mario Tassone: “Quale Terza Repubblica!”

“Qualche statista di nuovo conio parla di terza repubblica. Ma perché c’è stata una seconda? In questi anni abbiamo assistito al pessimo vezzo da parte di “robusti” commentatori e operatori politici di usare una numerazione per segnare presunte trasformazioni di forme di Stato. Tutto falso. Le leggi elettorali sono state volutamente “scambiate” per ribaltamenti istituzionali. Certo il disegno di infrangere i dettati costituzionali con le leggi elettorali, c’è stato. Da qui nascono i cedimenti di valori condivisi sin dalla nascita della Repubblica. La fine dei partiti sostituiti da schiere di boiardi di stato gestori di potere senza controlli. Lo Stato di diritto ha subito pericolosi snaturamenti. Vi sono “aree”, dove si decide, sottratte alle leggi. Le ingiustizie, le diseguaglianze e una fitta rete di corruzione, comprimono le garanzie democratiche. Le difficoltà odierne per la formazione del nuovo governo vengono da lontano. Non c’è politica ma ci sono attivissimi postulatori di assurde equazioni e di soluzioni fantasiose! Non c’è coerenza. Non c’è lucidità di analisi.  Non ci sono state diverse “repubbliche”. C’è solo la nostra del 1946 ferita da chi ha pensato di innovare con un sistema che ha sgretolato certezze civili e riferimenti ideali! Bisogna ritornare allo spirito del 5 dicembre 2016, il referendum che bocciò le riforme costituzionali renziane, frettolosamente accantonato, per riprendere il cammino interrotto con le elezioni del 1994!”

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