Anniversario rapimento di Aldo Moro. Tassone: “Rimangono zone d’ombra e tanti interrogativi senza risposta”

“Il 16 marzo del 1978 veniva sequestrato,in Via Fani, Aldo Moro e assassinata la Sua scorta. Iniziavano i 55 giorni di agonia dello Statista. Fu anche l’agonia di un Paese che aveva registrato altri fatti di sangue. Con Aldo Moro le brigate rosse avevano colpito in alto e il Paese, impreparato, sbandò paurosamente. Ci si divise fra coloro che erano per la trattativa  con i brigatisti  e coloro che erano per la fermezza. Si parlerà ancora di quei giorni. Le Commissioni Parlamentari hanno ben lavorato anche se tutto non é stato chiarito. Rimangono zone d’ombra e tanti interrogativi senza risposta. Il 16 marzo del 1978 non é una data per un necrologio ma deve essere un rinnovato impegno a custodire i valori della democrazia e della convivenza”. E’ quanto dichiara in una nota stampa del Segretario del Nuovo CDU, Mario Tassone. “Le elezioni politiche, continua Tassone, hanno evidenziato una Italia in affanno. Troppi gli squilibri,le sperequazioni e le sacche di ingiustizie. Gli estremismi però agitano spettri nefasti di avventure pericolose. Gli odi e le fratture non costruiscono ma distruggono. E’il tempo della responsabilità. Quaranta anni or sono il Paese ritrovò consapevolezza e unità. Fu contenuto e distrutto il disegno del terroristi. Oggi bisogna ripercorre la strada della della solidarietà operosa. La tragedia, termina il Segretario del Nuovo CDU,  che si consumava e iniziava a Via Fani deve costituire un monito per riaffermare quei valori che sono riferimento di una comunità che intende svilupparsi nella sicurezza e nella libertà”.

Moro

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